Amati nell’assenza di ogni giudizio morale

Lectio divina V domenica di Quaresima Lc8,1-11

Amati nell'assenza di ogni giudizio morale
Amati nell'assenza di ogni giudizio morale

 

Amati nell’assenza di ogni giudizio morale

di Miriam D’Agostino (Sr Myriam)

Amati nell’assenza di ogni giudizio morale, amati quando siamo colti in flagrante, amati senza riserve, senza condoni, senza caparre, senza compromessi, senza occhi che gridano vendetta, proprio lì quando siamo messi a terra, ammutoliti dalla violenza dei moralismi consueti che si mascherano sotto il velo religioso dei proprio “malaffari”, è qui che l’evangelo si incarna, prende corpo, un corpo di donna e si realizza quale buona notizia.

Gli studiosi ormai, concordano tutti con il non attribuire questa pericope a Giovanni, ma probabilmente a Luca per motivi stilistici, per la scelta di determinati vocaboli, per i luoghi e i personaggi di questo racconto.

Prima di tutto abbiamo necessità di sfatare qualche recondito mito che ci portiamo dietro dai tempi del catechismo forse, su cosa non è questo racconto: non stiamo parlando della storia della Maddalena, prostituta per antonomasia, non stiamo infatti parlando di una prostituta, ma di un adulterio, che non è quello che maliziosamente possiamo subito pensare, non è il raccontino in cui Gesù fa il paciere e mette tutto apposto perchè siamo abituati agli happy end.

Per adulterio al tempo di Gesù non si considerava solo l’atto sessuale in cui un uomo e una donna sposati venivano beccati con un altro partner, ma per adulterio poteva anche considerarsi uno sguardo in più al mercato, una stretta di mano, una gentilezza in assenza del marito, insomma era davvero molto facile essere considerati “traditrici”, perchè ovviamente il peccato era solo della donna, e non dell’uomo. Un pensiero non lontano da quello che spesso sentiamo nelle conversazioni al bar, in piazza o nelle tribune politiche: “sono le donne che mettono la minigonna che ci possiamo fare, noi poveri maschietti”.

Gesù ci rieduca  a guardare il mondo, gli uomini e le donne, da un altra prospettiva, da un altro punto di vista, ci porta fuori dai noi giudizi, dalle nostre pre-comprensioni, e ci fa chinare a terra, in silenzio ad accogliere le lacrime di chi abbiamo accanto, che state pur certi, fosse anche solo per la forza di gravità, cadono e cadono a terra.

“chi di voi è senza questo peccato?”, e qui che tutto va rimesso su un altro piano, mentre il massimo organo di giudizio per Israele, scribi e farisei, sono pronti con il sasso in mano ad uccidere in nome della Legge che gli aveva sclerotizzato il cuore, Gesù sposta l’attenzione e a centro della discussione non c’è più solo la donna “peccatrice”, ma il cuore di ciascuno, non c’è più un peccato di adulterio, ma il peccato di ogni uomo. e mentre tutti prima erano pronti a prendere a sassate, ora tutti, cominciando dagli anziani devono deporre le proprie armi e lasciare il campo di battaglia. Meraviglioso colloquio di Gesù e la donna, che escono dai propri silenzi e si incontrano nel perdono che accoglie senza violenza, senza aggressività, senza timidezza, ed è capace di riconoscerlo Kyrios, “nessuno, Signore.”

E concludo con parole non mie, ma di Alda Merini: “Ma voi, farisei, con le vostre ingiurie siete entrati nel tempio del mio sapere, dove io stavo nascosto con il mio vero Dio. Voi non capirete mai cosa sia una follia d’amore”.

Buona domenica a tutti!

Amati nell’assenza di ogni giudizio morale

 

 

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