Da Ancona in camper in visita al Monastero di Sant'Anna. Sono orgogliose di appartenere a questo che è il più antico ordine monastico della storia

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Da Ancona in camper in visita al Monastero di Sant’Anna

di Marcello Migliosi
IlDopo la cerimonia religiosa, cominciata alle 8,30 nella chiesa del Monastero di Sant’Anna di Bastia Umbra, i camperisti di Ancona, ospiti a Bastia Umbra, hanno avuto la possibilità di apprendere le notizie storico, artistiche e religiose che riguardano la Rocca Baglionesca, da tempo sede delle Suore Benedettine. Guida speciale la Madre Badessa, Suor Noemi. Attrezzata con un piccolo amplificatore e microfono, la responsabile del Monastero ha, dapprima raccontato un po’ di storia della chiesa dove si è svolta la Santa Messa, e poi ha descritto il significato dei dipinti ospitati nel piccolo luogo di culto. La carismatica religiosa ha poi guidato il gruppo, ospite della Pro Loco di Bastia Umbra, a far visita nel chiostro del Monastero.

In quel luogo di silenzio, con profonda discrezione, i marchigiani si sono, però, lasciati andare a tante domande. Volevano, e c’è da capirli vista la spiritualità del luogo, sapere tutto. Ma erano molto incuriositi dalla vita di ogni giorno delle Suore di San Benedetto.

Suor Noemi non si è sottratta. Ha raccontato dell’Ora et labora della regola del Santo di Norcia, patrono d’Europa. Ha spiegato che le consorelle, comprese le novizie, dopo la sveglia (alle 5) pregano fino alle otto circa per poi fare colazione e via a lavorare, nel più vero spirito dei Santi Gemelli. «Quando lavoriamo – ha spiegato Suor Noemi – lo facciamo in silenzio, siamo in silenzio anche quando mangiamo…la nostra vita si divide tra l’operosità e la comunione costante con Dio». Tutto questo è possibile solo se, tutto intorno, si ha un ambiente tale da poter conciliare la meditazione spirituale e la preghiera.

I camperisti di Ancona hanno chiesto anche se c’è possibilità di essere ospitati, sono stati, poi incuriositi, dalla vita di Suor Noemi, prima di consacrarsi al Signore. «Ero giocatrice di basket – ha raccontato – ed ho vissuto tante esperienze, anche in giro per l’Europa, quando ero più giovane. Ma la morte di Madre Teresa di Calcutta fu una sorta di folgorazione, e la mia vita cambiò…».

La Madre Badessa ha raccontato che, seppure il loro ordine è di clausura, ci sono delle possibilità in cui loro stesse sono più “aperte” al mondo esterno. «Apertura – ha sottolineato – che ora avviene anche attraverso il web. Abbiamo un sito, www.montasterosantanna.it e una pagina facebook». Modernità certo, ma lo spirito e la regola restano sempre quelle dettate da San Benedetto.

Sono orgogliose di appartenere a questo che è il più antico ordine monastico della storia della Cristianità. Le origini del monachesimo benedettino, infatti, risalgono alla fondazione, attorno al 529, del cenobio di Montecassino a opera, appunto, di san Benedetto da Norcia.

ora et labora
La locuzione latina ora et labora, tradotta letteralmente, significa prega e lavora. L’espressione che ben riassume i due momenti che, in un rapporto equilibrato tra preghiera e lavoro, scandivano le giornate nelle comunità religiose dal medioevo in poi. Nel silenzio dei chiostri, migliaia di monaci hanno contribuito a costruire con il loro paziente lavoro l’Europa salvando opere d’arte, opere letterarie, dissodando regioni intere e contribuendo in modo determinante ad amalgamare la cultura greco-romana e quella dei nuovi popoli conquistatori. Alcuni ordini, come i Cistercensi, intesero il labora come curare direttamente i lavori agricolie divennero, perciò, protagonisti delle bonifiche e della circolazione di una cultura agricola delle diverse parti dell’occidente europeo (ad esempio il diffondersi delle marcite); altri, come gli Umiliati, ad attività come la produzione dei panni di lana utilizzando anche, come fonte di energia, le ruote idrauliche con avvio di attività che possono essere considerate una anticipazione di quelle proto industriali.

Gli ospiti, poi, hanno chiesto notizie anche di tipo gastronomico. Si sa, infatti, che le suore del Monastero di Sant’Anna, sono abilissime cuoche. Speciali sono le loro marmellate, ma anche altre leccornie.

 

Gli ospiti marchigiani hanno voluto portare con loro quante più informazioni possibili e molti di loro han detto che torneranno anche per alloggiare in questo mistico e sacro luogo di culto. Il Monastero, pur nel pieno rispetto della regola benedettina, sta tornando sempre più al centro della vita di Bastia Umbra.