Assunzione di una Parola vera, libera e scomoda: il Magnificat

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Assunzione di una Parola vera, libera e scomoda: il Magnificat

di Miriam D’Agostino (Sr Myriam)

Abituati ad ingabbiare Maria negli stereotipi più svariati, a seconda delle circostanze, delle culture, dei desideri inaccessibili che spesso abbiamo, corriamo il rischio di prestare poca o nessuna attenzione alle poche parole che nella Scrittura di essa troviamo, e che configurano la sua persona, la sua tempra, il suo cammino di madre.

Oggi è la Solennità dell’Assunzione di Maria, un dogma strettamente cattolico del 1950, con il quale si afferma che Maria è stata assunta in cielo in anima e corpo, con lo scopo di sottolineare che esiste una resurrezione non solo dell’anima, ma anche del corpo.

Se per Gesù possiamo trovare la “scusa” di giustificare tutto con “vabbè tanto era Figlio di Dio”, con Maria, no, lei era solo donna, e in quanto donna è risorta totalmente, non un pezzetto alla volta.

La liturgia sceglie per celebrare questo giorno il Vangelo di Luca, nella pericope in cui Maria canta il suo Magnificat, il suo programma di vita, la sua missione, il suo percorso, tutto ciò che già in lei si è realizzato, quello che sta accadendo e quello che accadrà.

Maria canta la sua storia incarnata nel progetto di Dio con il Cristo. Maria che non è l’icona degli inermi, ma modello di sequela cristiana per ogni generazione.

Maria ci offre l’ immagine credibile di Dio che agisce nella storia, che disperde i potenti e i prepotenti, che sovverte l’ordine falsamente gerarchico del potere mondano, che arricchisce i poveri e rende poveri i ricchi, che rimette equilibrio lì dove non c’è equità, ma ingiustizia sociale, Maria canta un Dio interessato alla storia degli uomini, attento, premuroso, vigile.

Maria Assunta in cielo, ci dona oggi la possibilità di assumere noi il suo stesso canto di vita, per essere noi operatori di giustizia, di equità, di pace, di Amore, perchè è attraverso il suo grembo che è nato il Verbo, ed è attraverso i nostri grembi che nasce una Parola nuova sul mondo, sulla storia, sulla ferialità dei nostri perchè.

L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e santo é il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Buona festa dell’Assunzione a tutti!

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