Chiamati a vivere la regalità di ogni piccolo gesto.

Lectio divina domenica 26 novembre 2017: solennità di Cristo re

Chiamati a vivere la regalità di ogni piccolo gesto.
Chiamati a vivere la regalità di ogni piccolo gesto.

Chiamati a vivere la regalità di ogni piccolo gesto.

di Myriam D’Agostino ( Sr Myriam)

Siamo nuovamente chiamati in questa domenica a vivere la regalità di ogni piccolo gesto, chiamati a riscoprire la bellezza delle piccole cose, che non è solo la citazione di un celebre libro, ma la condizione indispensabile affinché ciascuno riscopra la propria originaria umanità.

Chiudiamo l’anno liturgico con una solennità che già dal nome che porta sembra suonare strana, fuori luogo, fuori tempo, che sembra celebrare qualcosa che non dice più nulla alla nostra vita, alle nostre storie.

La regalità è un concetto biblico che fuori dal suo contesto sembra non avere riscontri, a volte sembra essere quasi un controsenso rispetto al Gesù di Nazareth che cammina con i poveri della storia.

Questo Vangelo credo dia oggi la qualità originaria della regalità di Cristo, una regalità che è servizio.

Sembra una frase fatta che vuole sminuire solo la lucentezza delle corone, ma invece è proprio la dignità profonda di ogni gesto fatto nella gratuità, che trasforma un semplice gesto di cortesia in un atto di amore concreto.

Un semplice bicchiere d’acqua, una stretta di mano, un pezzo di pane, sono solo piccola cosa, eppure sono ciò che ci umanizza, che ci fa riscoprire nella verità uomini e donne del nostro tempo, del nostro quotidiano, della nostra storia.

Questo passo del Vangelo di Matteo ci mette in guardia su una verità profonda che spesso lasciamo cadere in secondo piano per non sentirci responsabili di ciò che non facciamo.

Abbiamo declassato l’amore delegandolo ai film, alle soap opera, ai talk show, ai dibattiti televisivi, all’inconsistenza di una “amico” virtuale.

Oppure l’abbiamo fatto diventare qualcosa di impossibile, “l’amore è solo di Dio”, “nessuno sa amare veramente”, “è impossibile non tradire, dimenticando completamente che si parte dalle piccole cose, da piccoli salutari gesti di umanità, di prossimità, di vicinanza, di tenerezza, in cui sperimentare un’esistenziale vulnerabilità che ci spiazza e ci sorprende.

L’amore evangelico è un amore agito, vissuto, toccato, profumato, visibile, perché è sempre relazionato, ha sempre un “tu”di fronte a cui rivolgersi, a cui tendere una mano.

La chiusura di quest’anno liturgico credo faccia da ponte verso il tempo nuovo dell’Avvento in vista diana uova Incarnazione, affinché ogni storia prenda la sua carne a partire da piccoli gesti di umanità condivisa.

Buona domenica a tutti e buon inizio di avvento!

Chiamati a vivere la regalità di ogni piccolo gesto.

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