Conclusione mese Mariano

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Conclusione del mese Mariano nel chiostro del monastero

Di Miriam D’Agostino ( Sr Myriam )

Si è concluso oggi, festa delle Visitazione di Maria il mese dedicato alla,Vergine Maria che come tutti gli anni vede la numerosa partecipazione dei fedeli alla recita del Santo Rosario presso il chiostro del monastero benedettino, centro di vita spirituale e luogo di incontro della nostra città.

Una buona partecipazione di fedeli che assiduamente si è unita alla preghiera della comunità monastica che in questo mese Mariano ha voluto dedicare il tempo della sera, nel silenzio e nella contemplazione alla tradizionale preghiera del Rosario.

Il Rosario (dal latino rosārium, “rosaio”; a partire dal XIII secolo acquisì il significato religioso indicante le preghiere che formano come una “corona”, nell’accezione latina di corōna ovvero ghirlanda, di rose alla Madonna) è una preghiera devozionale e contemplativa a carattere litanico tipica del rito latino della Chiesa cattolica.

Le sue origini sono tardomedievali: fu diffuso grazie alle Confraternite del Santo Rosario, fondate da Pietro da Verona, santo appartenuto all’Ordine dei frati predicatori, tanto che se ne attribuì la nascita a un’apparizione della Madonna, con la consegna del rosario al fondatore dell’Ordine San Domenico

La preghiera fu approvata, a nome del papa, dal cardinale Alessandro Nanni Malatesta, legato pontificio e vescovo di Forlì. Non essendo elemento della liturgia della Chiesa cattolica, questa pratica ha subìto notevoli varianti nel corso dei secoli.

La preghiera è per tutti, per ottenere grazie e consolazioni per sé e per gli altri, per la diffusione delle buone azioni nel mondo, per la soluzione dei conflitti internazionali, per la conversione e la crescita spirituale. La preghiera consiste in quattro serie (chiamate “poste”) di cinquanta Ave Maria divise a gruppi di dieci (decine) relative alla meditazione dei “misteri” (eventi, momenti o episodi significativi) della vita di Cristo e di Maria. Il nome indica la “corona di rose”, con riferimento al fiore “mariano” per eccellenza, simbolo della stessa “Ave Maria”.

La versione integrale della meditazione prevede la contemplazione di tutti i quindici misteri e quindi la recita, tra l’altro, di centocinquanta Ave Maria (coll’aggiunta facoltativa dei cinque “misteri luminosi” nel 2002 si contano venti “poste” per complessive duecento Avemarie ma si perde l’antichissima e voluta analogia con i centocinquanta salmi del Salterio).

Il conto si tiene facendo scorrere tra le dita i grani della “corona del Rosario” o “rosario”, scritto con l’iniziale minuscola allo scopo di distinguere l’oggetto dalla preghiera.

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