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Il deserto è tempo e spazio di Verità

di Miriam D’Agostino ( Sr Myriam)

Il deserto è tempo e spazio di Verità, è certezza della propria nudità esistenziale, è il luogo in cui paradossalmente ci sentiamo liberi di uscire allo “scoperto” (tanto non c’è nessuno che ci guarda!), è il tempo necessario affinchè in ciascuno inizi un cammino di discernimento, di profondità, di umiltà.

Ebbene si , è iniziata la Quaresima, tempo dal colore viola scuro, senza fiori, un pò sottotono, pochi e sobri canti, poco folkrore parrocchiale, un tempo liturgico, che come una breccia penetra nella nostra storia per portarci a riscoprire la nostra umanità, fatta di piccole consegne di sè (elemosina) all’altro nonostante la propria povertà, nonostante i propri limiti e le proprie fragilità; di condivisione (digiuno), di una pane che diventa com-pagnia, di relazioni oneste, leali, equilibrate; di intimità, di ricerca di senso, di quello spazio sacro che abita il cuore di ogni uomo (preghiera) che si materializza nel perdono.

E come ogni anno, la Quaresima inizia dal deserto, da questo luogo esistenziale molto presente nella Scrittura, luogo in cui Israele ha fatto la sua esperienza paradigmatica, quella dell’Esodo, luogo in cui i profeti sono stati inviati per fare esperienza di una Parola da annunciare e che al tempo stesso si realizzava in loro (cfr.Osea); tempo ambivalente perchè tempo di silenzio e di grida di preghiera, tempo di aridità e di provvidenza, tempo di solitudine e tempo in cui si forma un popolo.

Gesù, non poteva essere esente da questa esperienza antropologica del deserto, e così spinto dallo Spirito si incontra pienamente con se stesso, con la sua umanità, con quella che vorrebbe pane solo per se, potere solo per se e qualcun che ci adori, ma finalmente ci insegna ad essere vincenti.

In Gesù ogni uomo e donna sa che la vittoria sta dalla sua parte, in Gesù ciascuno può avere la certezza che non vivere solo di egoismi, di deliri di onnipotenza, di autoritarismo è possibile, perchè è possibile per ciascuno intraprendere il proprio cammino di libertà.

Nessuno nasce libero ( se per libertà intendiamo faccio le mie scelte come e quando voglio), anche se tutti vorremmo esserlo, nasciamo senza volerlo, per i primi anni dipendiamo totalmente dai nostri genitori o da chi assume questo ruolo nei nostri confronti, e poi pian pian educati alla vita ci rendiamo conto di avere delle regole; ma poi prodigiosamente arriva per tutti il momento di scegliere che cammino di libertà voler scegliere, intraprendere, vivere e avere continuamente come meta.

Con questa esperienza esistenziale del deserto, Matteo ci mostra come Gesù attraverso la Parola risponda al male che lo invita ad essere schiavo della sua fame, della sete di potere e di dominio, per vivere da uomo pienamente libero. E allora buon cammino di libertà.

Buona domenica a tutti!

 

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