Educati a stare in piedi: alza lo sguardo!

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Educati a stare in piedi: alza lo sguardo!

di Miriam D’Agostino (Sr Myriam)

Siamo nel tempio, a Gerusalemme e Gesù si espone, dopo aver visto come venivano gettate le offerte nel tempio, elogia la vedova, e inizia il suo ultimo discorso pubblico prima degli eventi della Passione.

Contesto complesso, affollato, caotico, dove si incontrano tutti, i ricchi e i poveri, gli scribi e gli analfabeti, gli uomini e le donne, i vecchi e i giovani, i capi e i sudditi.

Leggi questo o altri simili passi del Vangelo e pensi subito, “eccoci è arrivata la fine del mondo”, gli sconvolgimenti del natura ci sono, le guerre anche, la paura e il terrore tra gli uomini non manca di questi tempi, le catastrofi ambientali, i terremoti, alluvioni, incendi anche, ma allora possibile sia questo il modo giusto per iniziare l’Avvento, l’attesa dell’Incarnazione di Dio nella persona di Gesù?

Il linguaggio apocalittico che Luca utilizza in questo capitolo va letto, meditato e interpreto secondo le categorie e il contesto in cui l’autore lo ha scritto. Per apocalittico non si intende nulla di catastrofico, di finale drammatico, ma di rivelativo; apocalisse infatti deriva da apokalipsis, letteralmente “da nascosto”, cioè qualcosa che prima era nascosto e poi si disvela.

Allora la chiave di lettura non è quella di capire cosa di terribile sta succedendo, ma cosa di Dio la persona di Gesù ci sta disvelando, mostrando, rivelando, quale velo sta togliendo secondo Luca.
Ed è subito evidente una prima riflessione: Gesù rivela un Dio che dal caos, dal caotico, dal disordinato, dalla confusione riporta ordine, armonia, pace perché in essa vi si trova la liberazione del cuore dell’uomo.

La seconda invece potrebbe essere il consiglio di vivere con consapevolezza questo cambiamento, questa conversione della storia, del mondo, della vita che ciascuno è chiamato a rimettere in ordine. “State svegli” e “state in piedi”, due indicazioni fondamentali per la postura del cristiano nella storia, per chi crede e vive dell’energia Pasquale del Risorto.

“Siate svegli”, siate protagonisti della vostra vita, uomini e donne liberi nelle proprie scelte, responsabili delle proprie azioni, attenti a ciò che vi accade intorno, non addormentati davanti alla TV, pantofolai schiavi della moda, del perbenismo, del “si è sempre fatto così”, chiusi ciascuno nel proprio guscio, pronti ciascuno o con il proprio olio in più da far ardere.

“Stare in piedi”, è la postura del Risorto, è la postura a cui dobbiamo tendere, è la forma della vita cristiana, è il senso che sta dietro tutte le cose, perché in qualsiasi situazione, di fronte a qualsiasi evento, persona, imprevisto, gioia o dolore della vita il tuo sguardo sarà alto e la tua dignità piena.
Allora domenica altro che catastrofe, arriva e si concretizza nella liturgia una grande buona notizia da accogliere, quella di tendere e attendere alla postura massima della nostra vita.

Buona domenica a tutti!

Educati a stare in piedi: alza lo sguardo!

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