Giustizia e misericordia

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Giustizia e misericordia, siamo sicuri che ci sia da scegliere?

di Miriam D’Agostino ( Sr Myriam)

Spesso cadiamo nell’errore di credere che il Padre abbia sempre due possibilità di scelta sull’uomo, sulla storia, su ciascuno di noi, ossi di dovere esprimersi in termini giuridici a nostro favore con una sentenza di misericordia, oppure contro di noi con una sentenza di condanna, attribuendo al Padre l’immagine di un Dio giudice secondo il diritto romano che ormai abbiamo nel DNA.

Eppure Gesù in questa parabola domenicale ci mostra quanto la giustizia e la misericordia non siano due antagoniste per cui o vi è l’una o l’altra, ma che la misericordia è l’unica giustizia che il Padre esprime per l’uomo, nell’unica Parola definitiva sulla storia che è il Figlio.

Il Padre ha già scelto, ha già donato la sua Parola, ha già concretizzato il suo “giudizio”, che è misericordia; parola che in quest’anno giubilare abbiamo avuto tutti sulle labbra almeno una volta, ma che forse abbiamo necessariamente bisogno di riscoprire sempre, passo dopo passo, nel nostro cammino di vita, per poterne essere testimoni autentici.

Qualche settimana fa dicevamo che ogni parabola ha in sè un contenuto paradossale che deve colpire subito noi ascoltatori, era questo il motivo per il quale Gesù prediligeva il linguaggio parabolico, perchè con un’immagine molto concreta riusciva a proporre un interrogativo esistenziale a chi aveva di fronte, una domanda sempre aperta verso la novità della fede che non va in cera di risposte esatte, ma di domande autentiche.

Il paradosso diventa così la chiave per poter entrare in punta di piedi a scrutare questo passo evangelico, senza precipitarsi a trovarne un’attualizzazione ingenua.

 Qui non si sta discutendo sulla quantità delle nostre preghiere, non ci viene chiesto di essere ” religiosamente assillanti”, di protrarre il nostro biascicare parole all’infinito, ma di avere fede, fiducia che il Padre realizza il suo progetto di misericordia sull’uomo e sulla storia, realizza il suo Regno attraverso le nostre azioni costruttive.

Il paradosso forse è proprio questo, che perchè questo Regno del Padre si realizzi per il nostro bene, per il nostro vero bene, no può farlo senza di noi, senza la nostra accoglienza, senza la nostra collaborazione, a partire dalle piccole cose, dalle nostre azioni quotidiane, dalla nostra peccabilità, dal nostro essere incostanti, dal nostro cadere e rialzarci, tutto con la solida consapevolezza di dover smascherare Dio per riscoprire il Padre.

E allora buona domenica alla riscoperta della misericordia del Padre!