In principio è fondamentale.

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Lectio divina  domenica 2 gennaio 2016 – Gv1,1-18 In principio, en arche, non è solo un inizio temporale di evento che sta per accadere o che già è accaduto, non è solo un incipit da favola come “c’era una volta”, qui Giovanni ci sta indicando cosa è veramente fondamentale, principale, essenziale affinché la nostra vita sia piena, felice, bella.

Il prologo di Giovanni è a mio avviso la sintesi più bella, e sempre ancora da scoprire, di tutto il messaggio evangelico, di tutto ciò che è vitale per ogni uomo di ogni tempo, a qualsiasi storia esso appartenga.

Vita, luce, verità, carne e sangue, parole che si alternano e che diventano sempre più cariche e dense di significato, che quasi prendono forma specifica in ogni lettore, la vita diventa la mia vita, la luce la mia luce, la carne la mia carne, un logos, una Parola, che non si ferma ad essere vocabolo scritto su una pagina ingiallita, ma si incarna nella nostra storia, così feriale, così quotidiana, nonostante i suoi compromessi, le sue fatiche, i suoi conflitti.

Ricordati per tutto il nuovo anno di ciò che sta in principio, di ciò per cui vale veramente la pena spendere le proprie energie, forze, creatività, vitalità; ogni volta che questa Parola viene proclamata nella liturgia ha davvero il potere di farci ripartire dall’ in-principio, non importa cosa hai fatto, che strade burrascose hai intrapreso, riparti, riaccendi sempre la tua lampada perché possa ardere ancora in questo nuovo tempo storico, perché ogni giorno ha il suo grazie.

Abbassiamo i toni della rabbia che ci portiamo dentro, proviamo a pensare che non tutto è stato fatto poi così male, che non è vero che tutti sono arrabbiati con noi, che si è vero la vita è complessa, ma che tante volte la complichiamo da soli, che basterebbe fare un minuto in più di silenzio al giorno, una buona parola, un servizio fatto con rettitudine e gratuità.

Giovanni ci porta in alto, come un’aquila, a guardare lontano, così lontano da entrarci dentro, nelle profondità, ci educa ad alzare lo sguardo, non in attesa di una visione celestiale, ma di una carne, di un sangue, di una bellezza concreta, tangibile, che scorre, che ti abita dentro e che devi solo iniziare a scoprire.

Non sprechiamo più tempo e parole dietro a ciò che non ha peso, senso compiuto, dietro a ciò che si perde nel buio, nella menzogna, nella violenza, nella disonestà, perché tutti in giorni, in molte scelte della nostra vita saremo messi alla prova, come davanti ad un bivio, e potremo scegliere se vivere di luce o brancolanti nel buio illusi da un neon.

E allora termino con un augurio, perché inesauribile sarebbe una lectio al Prologo di Giovanni: vivete la vita, ma vivetela nella luce, in quella vera che riscalda, che mette e ci mette nella Verità di ciò che  siamo e ci insegna a dire Amen alla nostra storia, ai nostri perché.
Buon 2016 a tutti!!