La sacralità del corpo disloca le nostre convinzioni mercantili sulla religione

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La sacralità del corpo disloca le nostre convinzioni mercantili sulla religione

di Miriam D’Agostino (Sr Myriam)

La sacralità del corpo disloca le nostre convinzioni mercantili sulla religione, ci permette di avere un’Altra visione di ciò che siamo, più del cosa facciamo o quanto sappiamo.

Con questa pericope di Gv ci troviamo oggi alla metà del nostro cammino quaresimale, un cammino che continuamente ci ha dislocati, ci ha portato in un luogo sempre diverso, dalla solitudine del deserto, alla cima del monte, alla folla del tempio.

Luoghi esistenziali diversi che ci permettono di dire cosa ci abita, quali parti di noi parlano in noi, siamo deserto in cui la creaturalità si mostra nella sua verità, siamo sul monte, nella ricerca di quella relazione unica con il Padre che ci permette di splendere, e oggi siamo al tempio di Gerusalemme, ed è già Pasqua.

E’ importante sottolineare come l’autore del Quarto Vangelo, ci tenga a sottolineare che questo che ha appena raccontato sia un flash-back sul passato, al v.22 scrive “quando fu risuscitato dai morti i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo”.

Questo ci permette di rileggere tutto il brano, o meglio tutto il Vangelo, alla luce dell‘evento Pasquale, alla luce della risurrezione, perché ogni gesto, ogni parola, ogni comportamento, ogni fatica, ogni gioia di Gesù hanno senso e compimento solo se letti a partire dalla sua Pasqua.

E’ la prima Pasqua di Gesù nel Quarto Vangelo, una Pasqua che anticipa la terza, quella che lo vedrà protagonista, e siamo al Tempio, luogo indiscusso della presenza di Dio per ogni ebreo.

Cosa va a fare Gesù? Gesù va semplicemente perché è ebreo e come tutti deve anche lui celebrare la Pasqua, ma ad un certo punto il suo atteggiamento cambia, c’è qualcosa che lo inquieta, e la sua salutare inquietudine serve a mostrare la verità profonda dei presenti.

E’ vero il Tempio è il luogo della presenza di Dio, ma di quale tempio e di quale Dio? Gesù apre ad una possibilità altra e nuova, fuori dal noto, che mette in discussione la folla, che fa interrogare i Giudei. Gesù provare ad aprire una fessura in quella che era diventata solo una condizione religiosa su Dio, senza permettere più che si instaurasse una relazione con il Padre.

Gesù è la concretezza, la corporeità di questa mediazione sempre possibile con il Padre. Non sta a me dare risposte, ma forse l’invito a iniziare , a porsi la stessa domanda, forse quello sì!

Buona domenica a tutti!!

La sacralità del corpo disloca le nostre convinzioni mercantili sulla religione