La sproporzione della condivisione ci accompagna alla soglia dell'altro

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La sproporzione della condivisione ci accompagna alla soglia dell’altro

di Miriam D’Agostino ( Sr Myriam)

La sproporzione della condivisione ci accompagna alla soglia dell’altro, c’è qualcosa che eccede nella relazione di fede che ci espone al rischio di tirar fuori dalle nostre tasche quel poco che abbiamo e che ci siamo portati dietro.

Il Vangelo di questa domenica non è il miracolo dello sfamare la pancia di qualcuno, non è la soluzione all’ingiusta sofferenza della fame nel mondo, non è la soluzione del rimediare un po’ di “provvidenza” per non occuparci noi dell’altro che ci abita accanto, che arriva nei nostri mari, che bussa alle nostre frontiere.

Questa di domenica non è solo una buona notizia settimanale, che tanto se proprio nessuno mi aiuta almeno la Caritas un panino me lo prepara, in questa domenica abbiamo la possibilità di rivedere le modalità di relazione che abbiamo con l’altro che inevitabilmente un giorno si sederà sull’erba accanto a noi.

Capitolo 6 di Giovanni, la seconda delle tre pasque che ci viene raccontata di Gesù, c’è folla, ci sono i discepoli, ma manca il pane, manca la sostanza, manca il senso dello stare lì, insieme, ognuno con una propria aspettativa su quell’uomo che ogni tanto fa miracoli, guarisce malati, accoglie i peccatori.

Non bastano i soldi che abbiamo in cassa per sfamare tutti, come rispondere alle aspettative di tutti? Come non fare “brutta figura”? Come stupire ancora la folla così da continuare ad avere successo?

Cosa moltiplica e cosa divide realmente Gesù? A mio avviso niente!

” Gesù prese i pani e li distribuì “, lui prende e distribuisce, cosa prende e cosa distribuisce allora? Ciò che ciascuno aveva portato con sè.

Non è un prestigiatore che tira fuori dal cilindro quello che non c’è, ma lascia che ognuno tiri fuori il suo, seppur piccolo, contributo.

Quando si andava dietro a qualcuno per esserne discepolo, o almeno per essere battezzati come con Giovanni Battista, o semplicemente per essere guariti, non si usciva di casa a mani vuote, perché non si sapeva quanto tempo ci sarebbe voluto.

E l’evangelista ce ne dà un indizio “c’è un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci”; se li porta con se un ragazzino, figuriamoci una madre o un padre di famiglia.

Gesù riesce a far tirare da ciascuno dalle proprie tasche, dai propri sacchetti quello che aveva portato solo per sé, e ripropone loro il senso dello stare lì, che non è osannare il “dio del panino”, ma l’imparare a condividere, l’imparare a stare insieme dando ognuno quel poco o tanto che ha e che è, mettendosi ciascuno in discussione, dando ad ognuno la possibilità di uscire dal proprio egoismo.

Solo così può esserci sproporzione nel dono, solo così può esserci eccedenza, quegli avanzi da condividere domani con chi verrà e non porterà nulla con sé.

Tutti abbiamo fatto un po’ questa esperienza nella vita in un campo scuola, ad una GMG, alla merenda nell’ora di pausa a scuola, nello stacco in ufficio, un pacchetto di crackers condiviso pare saziare una classe intera, quando invece è rimasta nello zaino è diventata solo briciole.

Buona Domenica a Tutti!!

La sproporzione della condivisione ci accompagna alla soglia dell’altro