Oggi impariamo ad essere custodi dell'umanità

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Oggi impariamo ad essere custodi dell’umanità

di Miriam D’Agostino (Sr Myriam)

Oggi impariamo ad essere custodi dell’umanità, della nostra, del vicino e del lontano, del profugo e del cittadino, del bambino in culla e dell’anziano in carrozzina, di chi va e chi torna, di chi sorride e ti dice ciao, e di chi ti mette il muso e volta le spalle.

La solennità della Madre di Dio, della Teotokos, la porta di accesso a questo nuovo e irripetibile anno cronologico 2017, l’inizio di questo nuovo tempo, di questa nuova opportunità per dire “si” alla Vita, credo che ci insegni prima di ogni cosa ad essere “custodi silenziosi” del mistero della vita, di ogni vita.

Maria è maestra di discepolato, è garante della realizzazione dell’impossibile, è la possibilità sempre nuova alla realizzazione del progetto del Padre con la nostra storia, per la nostra storia, dentro ogni storia.

L’essenzialità dell’incarnazione, non è la banalità di una favola che ha per tema la miseria, ma è la fortezza, la solidità, la forza, di un messaggio che supera l’indurimento dei cuori, di una Parola che si concretizza, che prende corpo, che si fa carne, così vera da arrivare lontano, anche ai lontani, ai vagabondi, ai girovaghi del tempo: i pastori.

L‘evento del Natale, dell’incarnazione, è ribadito oggi con altri gesti, nuovi arrivi, con paradossali processioni che sembrano non avere nulla di sacro, tutto sempre fuori dalle mura del tempio, tutto fuori dalle regole del “gioco”, con Maria il Padre, sta scrivendo tutta un’altra storia, finalmente sta scrivendo la Sua, fatta di un invalicabile Amore.

Finalmente qualcuno non ha niente da dire, finalmente qualcuno che sceglie di custodire il silenzio di un grande evento, finalmente qualcuno che ha avuto il coraggio di meditare, di andare dentro, di scegliere il profondo piuttosto che l’effimero, di non salire sul palcoscenico del mondo a “sparare i botti”, ma ha preferito, ha scelto, di custodire la “parte migliore”, l’unica parte davvero necessaria, l’unica parte davvero per cui vale la pena tutto il resto.

Ogni volta che la storia deve necessariamente ripartire il Padre sceglie di ripartire con una donna, con una Madre, con Maria, credo che questo sia il vero augurio per me e per voi in quest’anno: impariamo ad essere custodi, Madri, dell’umano che siamo e che incontriamo.

Buon irripetibile 2017

 

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