Siamo sicuri che la porta sia così stretta?

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Siamo sicuri che la porta sia così stretta?

di Miriam D’Agostino ( Sr Myriam)

Abituati ad avere un’unica lente con la quale spesso ci accostiamo a passi evangelici come quello di questa domenica, la noia ci assale ancor prima che il prete suoni la campanella d’ingresso, dando per scontato che in fondo in fondo la salvezza è qualcosa per pochi “intimi”.

E invece no, il Vangelo è sempre qualcosa al di là della mediocrità, del ben pensare, delle chiacchiere da sacrestia, del “ci siamo abituati ad ascoltare così”.

Il Vangelo è sempre e può solo essere per sua natura qualcosa di fecondo e non sterile, di inclusivo e non esclusivo, di novità e non di retorica, di fuori dalle pretese e non imprigionato dalle sovrastrutture, è una porta che invita ad entrare, non un cancello chiuso con il lucchetto.

Domenica credo che tutti saremo smentiti se attentamente prestiamo ascolto ai dettagli, a quel di più che a volte fa una grande differenza. E’ vero si parlerà di una porta che si chiude, si dirà che questa è stretta, e che chi vorrà entrare non potrà farlo perchè gli sarà detto “non vi conosco”.

Ma poi, poco più avanti ecco la buona notizia, “verranno da oriente, occidente, settentrione, mezzogiorno e siederanno…”, coordinate geografiche per dire che tutti, da ogni parte, da qualsiasi luogo, tempo, storia appartengono hanno l’unico posto fisso e sicuro che non gli sarà tolto.

E allora cosa fa la differenza?

Il metro di misura con il quale misuriamo “l’ampiezza” di questa porta è la giustizia, non quella del diritto romano, non quella delle nostre costituzioni, dei nostri tribunali, dei nostri regolamenti, ma la giustizia biblica, la giusta relazione con se stessi, gli altri e in essi Dio.

Allora la misura della porta non è calcolabile in base al numero di Messe alle quali abbiamo partecipato, a quanti Rosari abbiamo detto, a quanti elenchi innumerevoli abbiamo presentato nelle nostre “preghiere”, ma dalle relazioni di rispetto, gratuità, responsabilità, di bene, di Amore che abbiamo instaurato, in cui abbiamo creduto, sperato, dato la vita, custodito, coltivato, nonostante la fatica dei conflitti, delle distanze, delle differenze.

Perchè è cosi che facciamo la differenza, che portiamo novità, che collaboriamo, lo riconosciamo o meno, alla realizzazione di un Regno di Dio in cui abitiamo tutti, senza muri di separazione.

Buona domenica a tutti!!

 

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