Verso la pienezza in Gerusalemme, sequela senza sconti

Lectio divina domenica 26 giugno 2016 : Lc 9,51-62

Verso la pienezza in Gerusalemme, sequela senza sconti
Verso la pienezza in Gerusalemme, sequela senza sconti

Verso la pienezza in Gerusalemme, sequela senza sconti

di Miriam D’Agostino (Sr Myriam)

Se fosse possibile sintetizzare in un’unica parola tutta la seconda sezione del Vangelo di Luca che inizia da questa pericope di domenica e termina in 19,27, di sicuro sarebbe “compimento”.

Gesù a muso duro, convinto, responsabilmente libero della scelta che ha fatto nella sua vita, di vivere il progetto del Padre, ha deciso fermamente di dirigersi verso Gerusalemme.

Quanto è difficile oggi fare delle scelte, prendere delle decisioni che implicano il futuro, il tempo e lo spazio del domani che non possediamo. Quanto è difficile oggi dirigersi verso una meta, una Gerusalemme che non sarà fatta di acclamazioni, ma di conflitti, di contrasti, nella quale però nonostante tutto vi è la realizzazione di un progetto di vita, di amore.

Per tanto motivi non sappiamo e non volgiamo scegliere, per paura di rimanere “fregati”, per l’insicurezza delle relazioni, per l’instabilità delle borse europee, per la perdita di stima in noi e negli altri, per il disinteresse del “bene comune”. L’elenco potrebbe non finire mai, perchè ognuno vorrebbe da aggiungere i suoi buoni motivi per non scegliere, per restare ballerino sulla fune sospeso nel vuoto delle proprie illusioni, credendo di vivere in una fortezza.

Spesso abbiamo sentito dire che il cristiano è un pellegrino, è vero, ma attenzione, non è un vagabondo, non è un girovago, non è uno che approfitta dell’ospitalità altrui, non è un senza meta a “scrocco”, ma è pellegrino sul modello di Cristo, che fa della sua vita un cammino reale ed esistenziale verso l’unica meta: Gerusalemme, la città della Pace.

La proposta di Gesù è sorprendente se nella vita vuoi essere felice, mettiti in cammino verso la tua Gerusalemme, lì dove realizzi il progetto del Padre, senza se, senza sconti, ma pienamente. Nella vita non fare il funambolo, ma si pellegrino per scelta, per responsabilità, per libertà, per senso del bene comune.

Il peregrinare di Gesù, il suo viaggio, sono metafora, parabola esistenziale, paradigma dell’esperienza storica e salvifica, quotidianamente redenta che ciascuno di noi è chiamato a vivere, non per far piacere a qualcuno, ma per essere costruttori del Regno anche lì dove i conflitti e le tensioni si presenteranno.

E allora, buon cammino della vita a tutti, e buona domenica!

Lc 9,51-62
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò.

E si misero in cammino verso un altro villaggio. Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

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